Evoluzione (continua)

di Rosabeth Moss Kanter  |  Giovedì, 04 Aprile 2013

 

Il mio ultimo incontro con il digitale è Giiiggle, un social network. L’applicazione per smartphone di Giiiggle generano grasse risate. Il suo motore di ricerca mette per primi i risultati più allegri. Scava tra i post per trovare i nostri commenti più divertenti e rimuove ed elimina tristezza e negatività, valutando le persone in base al loro quoziente di risata. In un mondo così pieno di problemi, Giiiggle crescerà velocemente in tutto il mondo. Questo social network funziona perché è stato creato in un dormitorio. Se volete investire, vi scarabocchierò qualche numero sul retro di una busta... A dispetto di quanto dichiarano gli evangelisti del digitale, ossia che Internet ha riscritto le regole del business, la bolla delle dot-com è scoppiata un decennio fa. All'epoca, le società e gli investitori hanno qualche volta permesso all’esuberanza e alla voglia di saltare a bordo di far perdere alla gente il senso degli affari. Quello che sta succedendo oggi è un déjà vu. L’esagerata frenesia per i social network e i mezzi di comunicazione interattivi può generare allo stesso modo delle esagerate previsioni sul fatto che tutto cambierà, per non parlare di possibili investimenti fallimentari in imprese ridicole.

Saper discernere delle solide opportunità strategiche dalla martellante pressione mediatica può aiutare a evitare una nuova crisi. Un suggerimento: le opportunità non comprendono la corsa a finanziare delle start-up su base di calcoli approssimativi. Gli strumenti stanno cambiando, ma non la regole sul cambiamento.

Responsabilizzare i giovani continua a essere una cosa importante. Nuove idee vengono generate da nuove fonti. Imprese ad alto potenziale hanno iniziato a introdurre nei campus universitari personal computer costruiti su misura già dal 1980 (Michael Dell, Università del Texas, Austin), portali internet nel 1990 (Jerry Yang e David Filo, Stanford) e social network nel 2000 (Mark Zuckerberg, Harvard). All'interno delle aziende, i giovani dipendenti sono esploratori entusiasti. Incoraggiare network autogestiti che permettano loro di esplorare qualsiasi cosa vogliano attraverso i canali dell’azienda può produrre nuove idee di business, cosa che IBM ha ben capito sin dai primi giorni dell’era virtuale. Quando dipendenti talentuosi se ne vanno per creare nuove imprese, le aziende più intelligenti li mantengono in famiglia concedendo loro il capitale  iniziale o tramite le associazioni di ex-dipendenti.

Un’evoluzione continua protegge da rivoluzioni sanguinose. Le nuove tecnologie non distruggono tutto in una volta. La radio si è evoluta coesistendo con la televisione. Per vent’anni si è proclamata la morte dei giornali; mentre alcune testate sono morte, altre sono divenute mezzi di informazione multimediale, perdendo o convertendo asset ereditati dal passato, come gli impianti per la stampa. Senza abbandonare i vecchi strumenti, le imprese possono competere con i nuovi. IBM è stata più veloce di HP o Dell nel riconoscere l’importanza ai servizi; ha venduto la sua divisione PC, ma ha tenuto i mainframe e ha continuato a investire nei supercomputer creando  il supercomputer pensante Watson. Le aziende attente all’innovazione che perdono un treno possono migliorare le loro offerte e prendere quello successivo. Verizon ha perso il primo accordo per l’iPhone che Apple ha invece concluso con AT&T, ma ora vende la sua versione di iPhone, insieme a Google Android, e ha una tecnologia LTE superiore. 

Le aziende che non si evolvono hanno creduto a quanto viene scritto su di loro, restando attaccate ai modelli di business che li hanno portati in vetta. Il capo di una azienda di tecnologia tra le prime del suo mercato mi ha confessato che gli ingegneri e i manager sono così innamorati dei loro successi che hanno tagliato fuori le idee non compatibili con il loro attuale modello. Ma sperimentare altri modelli, siano essi interni o con partner esterni, garantisce esperienza e prontezza alle sfide future. Imparando dai partner, o da investimenti in imprese di venture capital, è una virtù strategica. 

Ogni ondata tecnologica produce strumenti che sono più accessibili, più user-friendly e più democratici di quelli che li hanno predeceduti, attenuando il confine tra dilettanti e professionisti; basti pensare ai video di fatti di cronaca girati in strada in tempo reale. Ma la storia dimostra che gli interessi commerciali tolgono questi strumenti dalle mani del popolo. E alcune realtà possono rimanere davvero impenetrabili ai cambiamenti dal basso a causa delle loro strutture organizzative o delle regole pubbliche. Nell’ambito dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria, è stato spesso dimostrato quanto sia forte il potere trasformativo della tecnologia, ma i sistemi generali cambiano lentamente e non hanno ancora raggiunto un punto di equilibrio.

Forse chi resiste ancora al cambiamento ha bisogno di Giiiggle. È uno scherzo, naturalmente. Ma se volete investire, vi manderò una busta ...

 

 
Rosabeth Moss Kanter
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