Individuare i talenti nel 21° secolo

  • di Claudio Fernández-Aráoz


  • Leadership


Come può una persona che sembra perfettamente qualificata per una posizione fallire miseramente? Come può una persona cui palesemente mancano le competenze e le esperienze rilevanti avere successo? La risposta è il potenziale, la capacità di adattarsi e crescere in ruoli e contesti sempre più complessi. 

Per numerosi decenni in passato le organizzazioni hanno basato le decisioni di assunzione sulle competenze. Ma siamo entrati in una nuova era di ricerca dei talenti. Le geopolitica, il business, i settori e le mansioni cambiano così rapidamente che è impossibile prevedere le capacità che i dipendenti e i leader dovranno possedere anche solo dopo pochi anni. La questione ora non è se le persone hanno le giuste competenze; è se hanno il potenziale per apprenderne di nuove.

La ricerca punta l’attenzione su cinque indicatori di potenziale: una forte motivazione a eccellere nel perseguire obiettivi sfidanti combinata con l’umiltà di mettere le esigenze del gruppo prima di quelle dell’individuo; una curiosità insaziabile di esplorare nuove idee e direzioni; un instancabile intuito per le connessioni che altri non vedono; un forte coinvolgimento col lavoro e le persone; e la determinazione a superare gli ostacoli.

Una volta assunti dei veri potenziali - una sfida data la crescente scarsità di talenti - e identificati coloro che già possiedono, è cruciale focalizzarsi sul trattenerli e aiutarli a corrispondere al loro potenziale offrendo opportunità di sviluppo che li facciano uscire dalla comfort zone.

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