Sviluppate il vostro know-how globale

  • di AA VV


  • Leadership


Per molto tempo un incarico all’estero ha rappresentato per i manager promettenti un rito di passaggio che offriva loro opportunità non disponibili nel Paese d’origine e un’esperienza preziosa per l’azienda tanto nel suo svolgimento quanto dopo il ritorno in patria. Ci siamo domandati in che modo la Grande Recessione abbia influito su questa formula. Per rispondere abbiamo chiesto ai responsabili Risorse umane di quattro multinazionali quali strategie seguono per adattare la politica delle nomine a livello globale alle richieste di una realtà in evoluzione.
Siegfried Russwurm di Siemens parla della necessità di reclutare personale che condivida realmente la nuova cultura aziendale, persone in grado di adottare fino in fondo una «prospettiva internazionale». Luis Hernández di CEMEX esamina i fattori professionali e personali che giocano a favore o contro l’assegnazione di un incarico all’estero per un determinato lavoratore. Nella stessa linea Keumyong Chung illustra le misure adottate da Samsung per ridurre il numero di esiti negativi di tali nomine, come ad esempio vari tipi di formazione precedente la partenza.L’attuale congiuntura economica impone il ridimensionamento di alcuni programmi globali, ma ciò non ha soltanto conseguenze negative. Walmart, per esempio, come racconta Susan Chambers, privilegia incarichi creativi a più breve termine che permettono a un numero maggiore di persone (tra cui più donne) di acquisire esperienza a livello internazionale senza l’importante effetto di sradicamento che accompagna un incarico all’estero di tipo tradizionale. Ciò contribuisce inoltre ad anticipare il momento della carriera in cui questa esperienza si colloca, con conseguente massimo vantaggio tanto per il dipendente che per l’azienda.Titolo originale: Developing Your Global Know-How, HBR, March 2011.

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