Enciclopedia Britannica:la fine di un prodotto dopo 244 anni di vita

  • di Jorge Cauz


  • General Management


Nella primavera del 2012 il presidente dell’Enciclopedia Britannica annunciò che l’azienda avrebbe cessato di produrre volumi rilegati della famosa opera. Alcuni ne furono scioccati e molti ipotizzarono che EB fosse collassata sotto il peso di Internet – e soprattutto di Wikipedia. Il modello di contenuti della EB fu classificato come “d’annata”. Ciò che molti non sapevano era che le vendite dell’edizione a stampa pesavano per solo l’1% del totale. La decisione di interromperla fu, dice l’autore, un “non evento”.

La famosa forza vendita porta a porta dell’enciclopedia aveva toccato il picco nel 1990 con oltre 100.000 unità vendute. Ma poi il business collassò. Famiglie sempre più indaffarate avevano meno pazienza verso chi li spingeva all’acquisto e il PC aveva iniziato a essere venduto con il lettore CD-ROM che creava una domanda di multimedialità e interattività, territori sconosciuti per team orientati al prodotto stampato. Per il 1996, quando Cauz entrò nell’azienda, le vendite erano crollate a 3.000 unità.

Questa è la storia di come l’Enciclopedia Britannica imparò a sfruttare prima i CD-ROM e poi Internet, e infine il business della didattica. Il successo di Wikipedia rafforzò la decisione strategica di EB di ridurre la dipendenza dall’uso per consultazione che ne facevano i clienti e di accelerare l’attività nel mercato della didattica. L’azienda ha ristrutturato in modo aggressivo le proprie operazioni editoriali; oggi i contenuti su Britannica Online sono aggiornati ogni 20 minuti. E il business, scrive Cauz, sta crescendo in base a  tutti gli indicatori: redditi, margini, staff, contenuti e clientela.

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